Impermeabilizzanti in resina

Per una buona impermeabilizzazione è fondamentale  :

  1. Individuare il giusto prodotto in relazione al tipo di impermeabilizzazione .
  2. Individuare le  cause che hanno generato infiltrazioni o perdite d’acqua .
  3. Intervenire con maestranze specializzate sulle tecniche di applicazione dei prodotti impermeabilizzanti .

Tipi di impermeabilizzazioni :

  • POLIURETANICI– Spesso semplici all’uso, dotati di una densità maggiore rispetto agli altri formulati, sono delicati contro diversi agenti chimici e soffrono particolarmente l’umidità in fase di lavorazione, ma possono trovarsi anche formulati poliuretanici realizzati al 80% da prodotti rinnovabili e con VOC pari a 0.
  • POLIESTERI– Pochissimi produttori sono dotati di questa tipologia di resina che è forse un po’ complessa in fase di applicazione, ma estremamente ergonomica da lavorare e con prestazioni al vertice della categoria; i poliesteri sono spesso e ancora la migliore soluzione per quanto riguarda l’impermeabilizzazione di coperture industriali, anche per un minore costo rispetto a poliuretanici e PMMA.
  • EPOSSIDICI – I prodotti epossidici, in genere, sono caratterizzati da poca elasticità; sebbene quindi spesso siano prodotti estremamente coriacei e che permettono di realizzare composti duri, non sono quasi mai indicati per applicazioni all’esterno se l’intento è realizzare un manto impermeabile.
  • POLIMETIL METACRILATI– Noti per la loro rapidità di indurimento, il PMMA sembra essere l’ultima frontiera in ambito di impermeabilizzazioni in resina; di fronte agli agenti chimici in sostanza sono deboli solamente ai solventi; tuttavia sono caratterizzati da odori molto forti in caso di applicazione e possono diventare complicati da gestire per il posatore in zone molto ricche di particolari
  • CEMENTIZI/BASE ACQUA – Tecnicamente non sono classificabili come resine e vengono rinforzati nella maggior parte dei casi solamente con una rete fibrorinforzata; sono discretamente economici e per niente indicati per restare direttamente esposti agli agenti atmosferici: infatti necessitano quasi sempre di un ulteriore rivestimento protettivo; inoltre non possono restare a contatto continuo con l’acqua pena il rischio di tornare in forma liquida; si applicano spesso a spatola e sono gestiti discretamente da personale edile non specializzato.

• BITUMINOSI – Tecnicamente non sono classificabili come resine, raramente vengono rinforzati; sono caratterizzati da un’estrema facilità di posa, sono più economici e si combinano discretamente bene con guaine bituminose prefabbricare.

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